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La Commissione europea
razionalizza le norme in materia di
inquinamento marittimo
Franco Frattini, vicepresidente della Commissione responsabile di giustizia, libertà e sicurezza, ha dichiarato: "La nuova direttiva rappresenta un'importante integrazione della direttiva sulla protezione dell'ambiente mediante il diritto penale e speriamo di raggiungere presto un accordo in merito con il Consiglio e con il Parlamento europeo. Entrambi gli strumenti costituiscono un segnale del fatto che la Comunità non tollera che chi danneggia gravemente le nostre risorse naturali rimanga impunito".
Jacques Barrot,
vicepresidente della Commissione responsabile della politica dei trasporti ha
dichiarato: "
Sulla base di una recente sentenza della Corte,
razionalizziamo le nostre norme relative alle sanzioni contro l'inquinamento
marittimo. La grande maggioranza degli operatori che trasportano merci
inquinanti e pericolose si comportano in modo responsabile e corretto. La
proposta riguarda quella piccola minoranza di operatori per i quali ciò può non
essere vero e che offuscano l'immagine dell'industria dei trasporti marittimi.
La proposta prevede l'istituzione di misure dissuasive chiare contro le
pratiche irresponsabili. Le nuove norme, che aumentano la sicurezza marittima e
consolidano la prevenzione dell'inquinamento, saranno vantaggiose sia per gli
operatori che rispettano le regole che per i cittadini".
La nuova proposta di
direttiva sostituirà la decisione quadro 2005/667/GAI intesa a rafforzare la
cornice penale per la repressione dell'inquinamento provocato dalle navi. Tale
decisione quadro è stata adottata nel 2005 per integrare la direttiva
2005/35/CE, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione
di sanzioni per violazioni. Entrambi gli strumenti sono stati adottati a causa
delle preoccupazioni destate dagli scarichi operativi illegali di sostanze
inquinanti da parte di navi in mare e in seguito a gravi episodi di sversamenti
accidentali di idrocarburi. La direttiva contiene la definizione precisa delle
violazioni e prevede che queste siano "soggette a sanzioni efficaci,
proporzionate e dissuasive, che possono comprendere sanzioni penali o amministrative"
(IP
05/888), mentre la decisione quadro ha introdotto disposizioni sulla
natura, il tipo e i livelli delle sanzioni penali. In una sentenza del 23
ottobre 2007, la Corte di giustizia delle Comunità europee, presso cui la
Commissione aveva fatto ricorso, ha annullato la decisione quadro, deliberando
che le disposizioni relative alla definizione dei reati penali e alla natura
delle sanzioni devono essere adottate nel quadro di uno strumento basato sul
trattato CE, se necessario, per garantire la piena efficacia delle norme
comunitarie in materia di sicurezza marittima.
La nuova proposta è conforme alle indicazioni contenute nella sentenza e riprende il contenuto delle disposizioni pertinenti della decisione quadro, inserendole in una direttiva che modifica l'attuale direttiva 2005/35/CE.
Con la proposta odierna, la direttiva 2005/35/CE verrà modificata in modo tale da rispecchiare la proposta originaria che la Commissione ha presentato cinque anni fa (IP 03/316).
La nuova direttiva chiarirà che le violazioni di cui alla direttiva 2005/35/CE devono essere considerate reati penali e sanzionate con provvedimenti penali. La direttiva obbligherà inoltre gli Stati membri a garantire che le imprese possano essere considerate responsabili dei reati penali commessi al fine di procurare loro un vantaggio e che siano soggette a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive di natura amministrativa o penale.
L'annullamento della decisione quadro e il prossimo negoziato sulla proposta di direttiva odierna non pregiudicano l'applicazione delle disposizioni dell'attuale direttiva 2005/35/CE.